I MURALES DIVENTANO REBUS

 

 

Marentino è un delizioso paesino di origine medievale situato tra i colli torinesi. Oltre a racchiudere un prezioso patrimonio culturale grazie alla lingua, le tradizioni e i prodotti tipici, il borgo piemontese ha avuto un’iniziativa 107_Valbusa.jpgveramente originale: dal 2005, alcuni tra i migliori pittori muralisti italiani dipingono sulle pareti delle abitazioni una serie di rebus le cui chiavi, ideate ed offerte dalla Settimana Enigmistica, 400_IMG_0203.jpgraffigurano quelle che sono le risorse tipiche del territorio, i paesaggi stupendi, la natura, le tradizioni, la realtà. Quattordici grandi opere murali contribuiscono a rendere il paese più gradevole, colorato e singolare.

Questa brillante idea è stata realizzata grazie alla collaborazione di un gruppo qualificato di artisti e alla disponibilità de “La settimana enigmistica”.


L’arte murale, l’arte di dipingere i muri, è antica quanto l’uomo. Già l’uomo delle caverne usava questo tipo di linguaggio sulle pareti, disegnando immagini essenziali, simboli naturali legati alla sua quotidianità.0811819280-19280e5.jpg

Il “Muralismo” inteso come arte contestataria e forma di ribellione e di denuncia nasce in Messico dopo la rivoluzione messicana (1910). Tre gli artisti che si distinguono per questa nuova arte pittorica, Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros, i quali intendevano trasmettere un’arte pubblica, utilizzabile dalla collettività e legata ai problemi reali della gente. I tre pittori tralasciano le tecniche dell’arte intellettuale e gli utensili, come il cavalletto, per colorare il cemento e realizzare opere monumentali che parlano di libertà, di orozco.jpgrivoluzione, di giustizia sociale, della loro realtà messicana e in generale dell’America Latina. Nel 1930 emigrano negli Usa esportando i murales fuori dal beto_070608_2.jpgMessico. In poco tempo quest’arte figurativa diviene un movimento internazionale, diffondendosi principalmente in Argentina, Perù, Brasile ed Usa. In Messico l’arte dei murales è stata dichiarata arte ufficiale della rivoluzione, questo prova il successo e la forza di questo movimento.

Il Muralismo si diffonde in Cile in quanto forma di manifestazione immediata, chiara ed elementare; i gruppi di pittura murale cileni, le Brigadas Ramona Parra, nascono con la finalità di realizzare propaganda politica ramona-parra_villarroel.jpgelettorale della candidatura di Salvador Allende nel 1970. Il colpo di stato del ’73 ne arresta la diffusione, molti degli attivisti culturali e intellettuali emigrano storia_ragazzi_strada_aeroporto_pudahuel.jpgprevalentemente in Francia e Italia. Due di questi, Alan Jofrè e Uriel Parvex, arrivano in Sardegna, e scoprono che l’Isola ha già sviluppato l’arte dei murales. Il primo murales in Sardegna fu realizzato nel 1969 ad Orgosolo da un gruppo anarchico milanese che si firmò “Dioniso”, erano gli anni della contestazione. Il fenomeno muralistico a Orgosolo nasce ufficialmente nel 1975, quando il professor Francesco Del Casino, senese di nascita e residente ad Orgosolo, inizia la sua opera di abbellimento di alcune pareti spoglie.

Eccone alcuni esempi:

Murale01.jpgmurales_9.jpg

I murales nati come libere espressioni creative da movimenti di protesta della popolazione hanno assunto nel tempo sempre più un valore estetico, e spesso un valore sociale. Oggi, commissionati da Enti pubblici, evidenziano l’identità del luogo e divengono un richiamo per il turismo culturale.


comncimi.jpg




 

 

 

 

 

M.M.

REDAZIONE SPOT

I MURALES DIVENTANO REBUSultima modifica: 2009-04-02T18:38:00+02:00da eguidespot
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “I MURALES DIVENTANO REBUS

Lascia un commento