GUERRILLA ADVERTISING ROMA: un’altra storia di censura dall’Atac

Il presidente dell’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma ha bloccato l’uscita di una campagna pubblicitaria di Current Tv, a favore di Vanguard, un nuovo programma televisivo del canale satellitare fondato da Al Gore. La campagna  invita semplicemente alla visione del programma. Due i soggetti contestati: il primo rappresentato da una bibbia trapassata da tre proiettili, con il titolo ”Cosa succede quando la camorra entra in chiesa?”; nel secondo si vede un mitra kalashnikov, col manico a stelle e strisce dal titolo: ”Gli Stati Uniti stanno finanziando i terroristi?”.  Di questi manifesti censurati ne era prevista l’affissione presso le stazioni della metropolitana romana. La campagna è attesa invece on air dal 26 febbraio a Milano.

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Ci sembra di ritornare alla polemica sugli ateo bus, ma dove è finita la libertà di espressione?
Il presidente dell’Atac sostiene che “i manifesti non vanno bene per dei mezzi in movimento, la gente non ha  il tempo di fermarsi a leggere e comprendere il senso del messaggio” prosegue “i caratteri sono troppo piccoli per poterli leggere quando l’autobus è in movimento”. Un presidente di un’azienda di trasporti condiziona le scelte dei pubblicitari, senza averne chiare le idee però, infatti dall’agenzia Cookies Adv, (l’agenzia che ha ideato la campagna) comunicano che “I manifesti censurati non erano pianificati sui mezzi pubblici, ma sugli spazi delle stazioni della metropolitana”. Insomma, la campagna non era una dinamica, ma una affissione. current2-thumb2.jpgChissà a cosa si riferiva il presidente dell’Atac?
Una nota del Campidoglio cade nello stesso errore: “La campagna utilizzava immagini inopportune e non adatte a essere apposte sui mezzi pubblici.”  Insistono sullo stesso punto forse perché Roma, evidentemente, ha qualcosa di speciale visto che non può tollerare una campagna pubblicitaria di Current TV, alla quale Milano non pone nessun veto. Alla fine però la “scomoda verità” viene a galla, il Presidente dell’Atac non resiste e si lascia andare sostenendo che: “Immagini pesanti, inopportune, possono offendere la sensibilità dei cittadini, peraltro in un momento di grave tensione sociale, e per di più in una città come Roma che è la sede  della Chiesa Cattolica”. Come potrebbe la campagna turbare la Chiesa cattolica,  dal momento che il programma tv, quello pubblicizzato con l’immagine della Bibbia, rende omaggio al sacrificio di un sacerdote, che ha perso la vita per insegnare ai suoi fedeli il rispetto della legalità? La decisione di censurare la campagna pubblicitaria è stata presa con troppa superficialità, sarebbe meglio ripensarci e permettere alla campagna di andare avanti!

Nicola Lentini

 

 

 

GUERRILLA ADVERTISING ROMA: un’altra storia di censura dall’Atacultima modifica: 2009-02-23T15:11:00+01:00da eguidespot
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2 pensieri su “GUERRILLA ADVERTISING ROMA: un’altra storia di censura dall’Atac

  1. bhè! che dire… roma è condannata a rimanere ferma su se stessa. un peccato.

    il presidente di atac dovrebbe sapere per primo che parlare di pubblicità dinamica a roma è come parlare di affissioni, visto che gli autobus in media vanno a passo d’uomo, per merito del traffico!

    a parte questo, è ignobile che venga messa bocca sul contenuto della comunicazione, soprattutto da chi non ne ha alcun diritto.

    un peccato.

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