E ora…la PUBBLICITA’ – I primi 30 anni del ‘900


 

Siamo agli inizi del ‘900, in Italia iniziano a disegnare manifesti artisti come Leonetto Cappiello e Marcello Dudovich. 429px-Leonetto_Cappiello_-_Chocolat_Klaus.jpgÈ nel 1903 che Cappiello provoca una rivoluzione nell’arte dell’affiche, con il manifesto Chocolat Klaus: egli infatti modificò i canoni della grafica pubblicitaria realizzando manifesti che creavano un’immagine-marchio alternativa utilizzando personaggi che non avevano più attinenza diretta con il prodotto da pubblicizzare.

 

Filippo Tommaso Marinetti, conosciuto come il fondatore del movimento futurista, la prima avanguardia storica del Novecento, inizia a esaltare con i suoi manifesti l’unione tra arte, industria, progresso, velocità, pubblicità. Gabriele d’Annunzio04982_1.jpg inventa il nome di un grande magazzino, la Rinascente, ma è in particolare il futurista Fortunato Depero che va ricordato, perché nel 1919 crea la Casa d’Arte Futurista, che ha le stesse funzioni di un’odierna agenzia di pubblicità e mette a punto per Campari depero2.jpguna vera e propria strategia di comunicazione che è ancora oggi di una straordinaria attualità.

Non è un caso dunque che per lo stesso Depero:

l’arte deve marciare di pari passo all’ industria, alla scienza, alla po­litica, alla moda del tempo, glorificandole – tale arte glorificatrice venne iniziata dal futurismo e dall’arte pubblicitaria – l’arte della pubblicità è un’arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi… arte gioconda – spavalda – esilarante – ottimista.

 

In Russia il poeta Vladimir Majakovskij e il fotografo Aleksander Rodcenko fondano nel 1923 la società Publiconstructeur con la quale realizzano pannelli pubblicitari e insegne luminose per le principali industrie di Stato dell’epoca. Per Majakovskij addirittura: non bisogna gridare ai mali e alle brutture della pubblicità, ma piut­tosto spingere verso di essa artisti e scrittori, perché la pubblicità, come la guerra per Marinetti, è l’igiene del mondo..rodcenko.jpgLo stesso Rodcenko amava ripetere sempre: ogni nuova visione provoca una rivoluzione.

 

Negli anni ’20 lavorano per la pubblicità il dadaista Man Ray, il surrealista René Magritte e la Bauhaus fondata da Walter Gropius nel 1919.

Le avanguardie storiche rappresentano l’estremo tentativo di salvare quel possibile legame tra arte e società che si è esaurito con il pieno affermarsi del processo capitalistico di produzione e con il presentarsi appunto della morte dell’arte. Lo sviluppo capitalistico prosegue invece rmagritte-pipa.jpgapido il suo corso e l’arte ne viene progressivamente emarginata, a tutto vantaggio della comunicazione pubblicitaria.

 

Negli Stati Uniti chi si occupa delle discipline legate alla comunicazione sono le stesse discipline psicologiche. Si studiano i comportamenti d’acquisto e gli stimoli utili a suscitarli. Il behaviorismo (studi sul comportamento) di John B. Watson è per qualche tempo consulente della prima agenzia che si occupa dello studio di questo tipo di discipline.

 

In Italia la radio inizia a trasmettere nel 1924 e la pubblicità radiofonica inizia due anni dopo.

 

Nel 1928 nasce il primo manuale per fare pubblicità : “Vender, vendre, vendere”, del cavaliere Arturo Gazzoni, quello che inventò l’Idrolitina.idrolitina.jpg

 

Nel 1929 con la crisi economica le imprese si rendono sempre più conto che in un mercato depresso la cosa più difficile ma che diventa ormai un obbiettivo è “riuscire a vendere a tutti i costi“.

 


 

M.M.

REDAZIONE REWF

E ora…la PUBBLICITA’ – I primi 30 anni del ‘900ultima modifica: 2009-01-20T12:36:00+01:00da eguidespot
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